Poesía
   
   
   
   
   
 
"an-Nahrawàn"
Qassim Haddad

All'inizio era il paradiso del sogno. Vedo quel che vedo. Il pino piange per il cortile della città
e le tende coprono la visione.
Vedo strade che mi portano per altre strade che mi porteranno verso altre strade e un mare come lo spazio per quel che vedo.
Le vergini stavano per innamorarsi di me, diventer˛ una stella nel palco
se il notiziario della radio
darà le ultime notizie
prima del primo espatrio.
Ho visto e non ho visto una città che cammina; le sue vergini perdono i loro innamorati
e strappano i vestiti
e poi praticano I `am oreggiam en to
per poi strappare di nuovo l'abito.
Ho visto come ho visto...
un cadavere che eredita l'isola.
Vedo per caso una patria
che riprende la sua forma
mescola il paradiso dei sogni
con la mia bella con frisione
sbaglia il senso assieme a me
si agita nell `ardore dei prigionieri.
Le notizie dissero il mio episodio
spezzato in una strada formata di varie strade circondate da vergini che custodiscono l'accampamento col sangue nudo
diffondono composizioni di sangue per me.
O sangue, per l'oscurità delle mie notizie amano dei cavalieri e strappano il vestito perché il corteggiamento diventi piacevole aprono il seno, hanno una ferita
e un fiore nel cuore
scan dalizzano le capitali con
I `accampamento.
Vedo per caso quel che vedo ?

(Trans. bay : Fathi Makboul)

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